LA BADIA DI SAN LORENZO AL PREIT

Non si hanno dati sicuri, ma si presume che la Badia di San Lorenzo al Preit - Bahìo di San Lauréns al Préit - sia stata istituita nella seconda metà del 1500.

In quei tempi l’eresia protestante si era diffusa anche in Valle Maira.

I protestanti o Ugonotti, come allora erano chiamati, erano soprattutto numerosi ad Acceglio per il fatto che questa località si trovava a diretto contatto con la confinante Vallée dell’Ubaye in territorio francese, dove gli eretici costituivano la maggioranza.

Essendo Acceglio come s’è detto, la base di un forte numero di Ugonotti e la confinante Parrocchia di Préit un’isola di indomiti cattolici, c’è da presumere che questi fossero attaccati e duramente malmenati durante le loro celebrazioni religiose e specialmente durante la festa di San Lauréns.

In conseguenza di tale stato di cose, nacque negli abitanti di Préit l’idea di difendersi e di reagire contro gli avversari in religione, dandosi una scorta armata di 18 nativi del Préit, dai 18 ai 30 anni, oltre il porta stendardo con l’immagine del Santo. Comandavano quel drappello di armati l’Abbà e il suo vice.

Il giorno della solennità di San Lauréns, patrono della parrocchia, già fin dalla prima messa due armati, uno per parte, erano posti di guardia al portale d’entrata in chiesa. Due sostavano dietro la balaustra dinnanzi all’altare, a protezione del o dei sacerdoti celebranti, scortavano il predicatore fino al pulpito e lo riaccompagnavano all’altare, conclusa la predica. Uguali precauzioni erano adottate nel pomeriggio per il cambio degli Abbà.

L’arma d’acciaio e l’uniforme furono in uso per secoli fino all’avvento di Napoleone I, il quale al suo arrivo in Piemonte, mal tollerando che nei territori occupati si portassero divise che non fossero quelle del suo esercito, ne vietò l’uso, facendo sì che l’arma da guerra si trasformasse in una simbolica arma a punte, in lamiera, e l’uniforme guerriera in vestito normale, pur mantenedo sul cappello come sulle alabastre, l’insegna e i bastoni degli abbà, il nastro rosso.

Anche la cerimonia del cambio degli Abbà, subì dei radicali cambiamenti. Mentre prima erano proposti dalla popolazione ed insigniti in chiesa al termine delle funzioni, in seguito la cerimonia di investitura cominciò a svolgersi all’aperto, sulla piazza antistante la chiesa, in presenza di tutta la popolazione e dei convenuti alla festa.

In data imprecisata, ma sicuramente sin dalla seconda metà del 1800, si era incominciato a solennizzare le onoranze al Santo con una banda musicale.

Calcato in testa il cappello da Abbà nuovo, doveva affrontare i festeggiamenti, le grida degli “vivo l’abà nòu” - viva l’Abbà nuovo -, gli abbracci dei presenti e, se si trattava di un aitante e simpatico giovanotto, le messe dei baci femminili che riceveva era piuttosto notevole.

Fonte Val Mairo La nostro di Pietro Ponzo

 

LA RIEVOCAZIONE STORICA DELLA BADIA DI SAN LORENZO AL PREIT

Così si è mantenuta il più possibile inalterata la Badia di San Lorenzo del Preit.

Alle 10 del mattino, al suono della banda musicale di Moretta, la Badia si schiera davanti alla chiesa, in attesa della celebrazione della Messa Solenne. Vi partecipa insieme alla popolazione, mentre due componenti stanno a guardia davanti al portone della Chiesa.

Al termine della funzione si avvia la processione con la statua del Santo fra le vie della borgata, caricata sulle spalle di quattroportatori. La processione circoscrive, con il suo percorso, lo spazio occupato dalle case scendendo lungo i viottoli stretti e scoscesi che si snodano in mezzo a queste ritorna al piazzale antistante la Chiesa. Segue il pranzo comunitario nel tendone dei festeggiamenti.

Nel pomeriggio la banda comincia a suonare in processione per avvisare che la festa ricomincia. La prima sosta, solo coi componenti della Badia, si fa al Campo Santo della borgata per ricordare le anime dei defunti. Poi al suono della banda procede fra le viuzze del paese, entrando nelle case e sulla cima dei tetti per cercare il nuovo Abba. Infine, a sorpresa, lo trova! E la gente acclama felice: "Viva l'Abbà Neu!".

Il segreto del nuovo successore viene mantenuto fino all'ultimo, e in seguito viene accompagnato al tendone scortato dai vecchi Abbà. Qui avviene la cerimonia del cambio dei cappelli: l'Abbà dell'anno precedente cede il cappello con il pennacchio bianco all'Abba appena trovato e riceve il cappello con il pennacchio nero dell'Abbà vecchio; quest'ultimo cessa così la sua funzione tornando ad essere un semplice cittadino.

A questo punto i partecipanti rendono omaggio all'Abbà Nuovo: la gente, come prevede la tradizione, fa ressa per baciarlo, quindi tutti partecipano al rinfresco offerto dal nuovo Abbà che subito dopo apre le danze, e la festa continua...

1953 Giorgio Colombero 1967 Secondo Isugli 1968 Achille Chiampasso 1969 Giovanni Tolosano 1970 Antonio Pasero 1971 Lorenzo Poracchia 1972 Aldo Magnano 1973 Vitale Olivero 1974 Angelo Paleni 1975 Gilberto Paleni 1976 Renzo Canavese 1977 Guglielmo Cavagnero 1978 Mercedes Giordano 1979 Beppe Bollino 1980 Franco Ferraris 1981 Bartolomeo Ponzo 1982 Giorgio Andreis 1983 Vittorio Pasero 1984 Bartolomeo Bressi 1985 Lorenzo Pasero 1986 Mario Gioia1987 Ennio Dreussi 1988 Alfonso Maligno 1989 Giuseppe Nembri 1990 Roberto Germini 1991 Cesare Tolosano 1992 Ottavio Olivero 1993 Marcello Forano 1994Renato Operti 1995 Jole Paleni 1996 Giovanni Santanero 1997 Bruno Grasso 1998 Antonio Ceaglio 1999 Renato Garzini 2000 Igor Campo 2001 Beppe Castellano 2002 Silvio Polla 2003 Alberto Pasero 2004 Giancarlo Tolosano 2005 Gianmario Bianco 2006 Mirella Dadone 2007 Bartolomeo Mellano 2008 Franco Bergesio 2009 Aldo Mellano 2010 Chiaffredo Colombero 2011 Alberto Ponzo 2012 Giorgio Bernardino

Free business joomla templates